Bookmark and Share

Mangiare, tra bisogno e piacere

L'atto del nutrirsi è di fondamentale importanza perché grazie al nutrimento si riesce a riservare la specie animale e quella umana.

“L'uomo è ciò che mangia”. L. Feuerbach

L'alimentazione dell'uomo dovrebbe essere analizzata almeno secondo due prospettive socio economiche:

a) contesto di sopravvivenza;

b) contesto di sussistenza.

Nel primo caso è naturale riferirsi esclusivamente al mangiar per non morire, mangiar per fame, potremmo consumare tuberi e radici crude, fiori e bacche, carni durissime ma crude, uccelli, pesci , la loro funzione, nutrirci per vivere o meglio per non morire.
Nel secondo caso intervengo cambiamenti sostanziali e radicali, dove il nutrimento è diffuso , di quotidiana reperibilità , gli alimenti sono democratizzati  e quindi la disponibilità degli alimenti è accompagnata dal piacere, dal sentire, dall'essere.

“Dimmi quel che mangi e ti dirò chi sei”. A. Brillat Savarin

I modi di mangiare, le abitudini alimentari sono anche riconducibili ai modelli culturali, religiosi, al dove e la quando ci si trova, ai condizionamenti meteoclimatici.

La cucina traduce e realizza , da forma e trasforma, riduce e aumenta, è la sintesi di tecnica e conoscenza di arte e competenza , ma è la figlia, la primogenita della passione, la passione dell’atto del servire, del far stare bene del divertire e far godere delle esperienza a tavola.

Oggi, in cucina mi piace sentire ed essere e solamente dopo fare, mi piace annusare, assaporare, gustare, toccare, guardare ed osservare e perché no anche udire e sentire.

Questa è un'ipotesi della cucina, nella sua estrema essenzialità e semplicità si nasconde un modo di essere.

Riflessioni
Vincenzo Butticè

Approfondimenti

Le nostre ricette
Curiosità
Responsabilità sociale
Un pò di Sicilia